Giorno 1: 

Partenza in mattinata dall’Italia per gli Stati Uniti con voli di linea per Denver, disbrigo delle formalità doganali, trasferimento in città col nostro bus e sistemazione in hotel. Pranzo a bordo del volo, cena libera e pernottamento in hotel. 

Giorno 2:

In mattinata inizieremo la visita della Capitale del Colorado, sia a piedi che muovendoci con un minivan e mezzi pubblici, accompagnati da un’esperta guida locale che ci farà scoprire ogni angolo della “Mile High City”, la città a 1 miglio di altitudine (1609 metri), che garantisce una media di 300 giorni di sole all’ anno, il perfetto mix tra energia metropolitana e natura selvaggia. Ci sposteremo fra quartieri vivaci, birrerie artigianali e musei moderni, con la costante e imponente presenza delle maestose Rocky Mountains che la incorniciano, promettendo avventura e relax a due passi dal cuore urbano. Il punto di partenza ideale è Union Station, non lontano dal nostro hotel; la stazione originaria risale al 1881 mentre l’edificio attuale (in stile Beaux-Arts) fu ricostruito nel 1914 (splendida la sua “Great Hall” ricca di lampadari e finestre ad arco). Grazie ad un’importante ristrutturazione, completata nel 2014, Union Station è divenuta non solo un efficiente snodo per il trasporto, ma anche un’area di aggregazione culturale con locali in cui intrattenersi per un caffè (come lo “Snooze”), ristoranti, librerie ed eventi ospitati al suo interno durante tutto il corso dell’anno. Da qui inizierà la nostra passeggiata verso il quartiere denominato LoDo (Lower Downtown) caratterizzato da edifici storici, negozi vintage, street art e “16th Street Mall”, la via pedonale principale che è percorsa da una linea di tram elettrici, gratuiti, che ne collega i due estremi. Tappa immancabile la visita (guidata) al Denver Art Museum, fondato nel 1893 come “Denver Artists’ Club” e trasformato nel corso del tempo nell’ attuale museo di arte. Diversi gli edifici che lo caratterizzano tra cui il “Martin Building” progettato da Gio Ponti nel 1971. Sono numerose le collezioni di arte internazionale presenti nel museo: asiatica, moderna e contemporanea, europea ed americana, ma di sicuro nostro interesse sarà, in particolare, la straordinaria sezione dedicata all’ arte e artigianato dei Nativi Americani. Sosta per il pranzo (libero) e ci sposteremo col nostro bus poco fuori dal centro città e esattamente al “Red Rocks Amphitheatre”, uno dei luoghi per concerti più spettacolari del mondo: un anfiteatro naturale incastonato tra due gigantesche rocce di arenaria rossa, con un’acustica incredibile e una vista aperta sulle pianure che portano a Denver. In questo luogo si sono esibiti i più grandi della musica pop-rock mondiale: dai Beatles agli U2, da Springsteen a Jimi Hendrix…Di giorno è un luogo utilizzato dagli abitanti della città e delle aree limitrofe per rigenerare corpo e spirito, infatti si tengono lezioni di yoga e fitness aperte a tutti, e la sera, con un ricco programma annuale, diventa uno degli auditori musicali più famosi e apprezzati per la sua naturale diffusione del suono. Rientrati su Denver faremo un’ultima sosta presso una vera icona cittadina, oramai un “must” e non un semplice negozio: Rockmount Ranch Wear, storica azienda di abbigliamento cowboy/western fondata a Denver, nel 1946, da Jack “Papa Jack” Weil. È nota per aver inventato la camicia con bottoni a pressione (snap), un’innovazione pensata proprio per il lavoro dei cowboy: se la camicia si impigliava, ad esempio, sul filo spinato, ci si liberava rapidamente senza ulteriori danni; Rockmount ha poi guadagnato fama tra musicisti e celebrità: molti artisti rock, country e pop hanno indossato, e continuano a indossare oggi, le loro camicie, uno fra tutti la leggenda Robert Redford. Il negozio ha anche un piccolo museo con i capi storici e le foto delle celebrità che, nel corso degli anni, hanno varcato la soglia di questa iconica bottega artigiana per acquistare camicie e accessori di abbigliamento. Non si può dire di avere visitato Denver senza aver dato almeno un’occhiata a Rockmount!  Cena libera e pernottamento. 

Giorno 3:

Dopo la consueta colazione in hotel, ci dirigeremo in bus appena ad ovest di Denver per rendere omaggio alla tomba di uno dei miti del West Americano, William Frederick Cody, meglio conosciuto come “Buffalo Bill”, che ci accompagnerà, idealmente durante diverse tappe del viaggio. Si trova in cima a Lookout Mountain, sopra Golden, Colorado, e già solo la salita vale il viaggio: la strada si arrampica tra pini e rocce rosse, e quando arriveremo in cima godremo di una delle viste più ampie del Front Range, con Denver nello sfondo. La tomba è semplice, quasi spartana ma l’atmosfera è forte. È uno di quei luoghi dove si percepisce il peso del mito: Buffalo Bill non era solo uno showman, era il simbolo dell’Ovest che scompariva mentre lui lo raccontava. Proseguiremo in viaggio verso nord, in Wyoming, dove entreremo in meno di 2 ore di strada, approdando direttamente nella capitale dello stato, Cheyenne, capitale culturale del West “vero”, quello fatto di rodei, stazioni ferroviarie monumentali e praterie che si perdono all’orizzonte. Non è folklore da cartolina: qui il West lo vivono davvero. Le insegne in legno, i cappelli da cowboy che non sono travestimenti, i saloon restaurati… tutto è naturale, non costruito. Ogni anno ospita l’epico “Cheyenne Frontier Days”, l’ultimo grande rodeo storico degli Stati Uniti, attivo dal 1897, un evento mastodontico che ogni anno porta migliaia di persone a vivere un’immersione totale nella cultura western. Inizieremo la visita dalla Cheyenne Depot, la storica stazione in pietra, passeggeremo poi nel downtown tra murales, sculture che riproducono giganteschi e colorati stivali da cowboy e potremo curiosare dentro il “The Wrangler”, leggendario negozio di abbigliamento e accessori per i veri cowboy conosciuto in tutto il paese. Dopo il pranzo (libero) visiteremo l’Old West Museum in cui vedremo carrozze, diligenze, cimeli cowboy e conosceremo la storia del grande rodeo cittadino. Non potremo non passare, infine, a vedere “Big Boy 4004”, un vero mostro di acciaio: locomotiva a vapore gigantesca, 600 tonnellate di storia e ingegneria costruito nel 1941 seguendo la tradizione delle storiche locomotive del west, ultimo esempio di un’epoca oramai tramontata da tempo. Sistemazione in hotel, cena libera e pernottamento. 

Giorno 4:

La nostra prima tappa della giornata sarà Fort Laramie, uno dei forti militari dell’esercito americano, costruiti durante l’epopea del West e della Frontiera, più famosi e anche meglio conservati degli Stati Uniti. Qui si sono siglati. Dalla metà dell’800, famosi trattati fra esercito e nativi (Lakota/Cheyenne) regolarmente disattesi dai “bianchi”, uno dopo l’altro, portando alle cosiddette “guerre indiane” che hanno caratterizzato la storia del Wyoming e del Montana nella seconda metà del XIX° secolo. Dentro il sito storico sembra di essere in un set di film western ma senza finzione: baracche originali, caserme restaurate, magazzini, il vecchio ufficio del comandante, le verande in legno che scricchiolano. È un luogo dove la storia non è esposta in vetrina: respira. La visita sarà semplice, tutta a piedi, passando tra edifici restaurati con all’ interno oggetti d’epoca come armi, uniformi, letti militari…e fuori quello scenario da prateria infinita che rende Fort Laramie un punto perfetto per comprendere cosa voleva dire “vivere lungo la Frontiera”. Sosta per il pranzo (libero) lungo la strada che ci porterà nel nord del Wyoming dove ci “attende” (da milioni di anni!) Devils Tower, un monolite basaltico di origine vulcanica, un luogo di grande significato culturale per i Nativi Americani, che da sempre la venerano come una montagna sacra. Man mano che ci avvicineremo, il paesaggio si trasformerà radicalmente: le dolci colline lasceranno il posto a una vasta pianura, dominata da una gigantesca formazione rocciosa che si erge isolata e maestosa verso il cielo. La vista della torre, illuminata dalla luce del sole, sarà un'esperienza indimenticabile: le sue pareti lisce e verticali, striate da linee scure e ocra, sembrano cambiare colore e forma a seconda dell'angolazione da cui le si osserva. La Devils Tower è una delle formazioni geologiche più iconiche e affascinanti degli Stati Uniti. Il monolite si erge per oltre trecent’ottanta metri sopra la pianura circostante e la sua forma distintiva è il risultato di un processo geologico complesso, iniziato milioni di anni fa con l'intrusione di magma in rocce sedimentarie. In seguito, l'erosione ha portato alla rimozione delle rocce circostanti, rivelando la colonna di roccia magmatica, composta da colonne basaltiche esagonali. Per molte tribù indiane locali, la Devils Tower è un luogo sacro, legato a leggende e tradizioni che risalgono a tempi immemorabili. Secondo un mito Lakota, la torre fu creata da un orso che inseguì un gruppo di ragazze, le quali, per sfuggire all'animale, salirono su una roccia e chiesero agli spiriti di aiutarle. La roccia cominciò a crescere rapidamente, sollevando le ragazze fuori dalla portata dell'orso, che lasciò graffi profondi sui lati della torre nel tentativo di raggiungerle.La fama di questo luogo è cresciuta ulteriormente grazie al film di Steven Spielberg del 1977, Incontri ravvicinati del terzo tipo, in cui la torre svolge un ruolo centrale. Da allora, è diventata una delle destinazioni più popolari per gli appassionati di ufologia e un simbolo del mistero e dell'ignoto. Passeggiando lungo i sentieri che percorrono l’intero perimetro della torre potremo immaginare le leggende e i miti che da secoli circondano questo luogo misterioso, e provare un profondo senso di rispetto per la natura e per le culture che l'hanno abitata. Al tramonto, quando i colori del cielo si faranno più intensi e le ombre si allungheranno, arriveremo in hotel, portando con noi il ricordo di una giornata indimenticabile. Pasti liberi e pernottamento in hotel. 

Giorno 5:

La prima visita di oggi sarà quella di un museo straordinario quanto poco conosciuto: The Brinton Museum, un elegante e ricco museo frutto di una straordinaria collezione privata (quella di Bradford Brinton, ricco uomo d’ affari di Chicago di inizio secolo scorso). E’immerso in un ranch storico, casa estiva della famiglia Brinton, dove tutto profuma di praterie, storia delle Grandi Pianure e arte americana. La struttura principale è moderna, tutta linee pulite e grandi vetrate che incorniciano le montagne: un contrasto bellissimo con l’atmosfera da Old West che lo circonda.All’ interno sono accolte collezioni straordinarie di arte nativa americana delle Plains, opere di grandi pittori western come Remington, Russell e gli artisti del West del primo ’900, oggetti storici, selle, manufatti tribali, abiti, armi e fotografie d’epoca. La parte più affascinante è la combinazione di arte e paesaggio: ogni sala sembra dialogare con il mondo esterno, come se raccontasse il West attraverso gli occhi di chi l’ha vissuto e dipinto. E poi c’è la Brinton Ranch House, l’abitazione originale con arredi d’epoca, tappeti Navajo, opere d’arte e collezioni private conservate esattamente come un secolo fa. Proseguiremo per la vicina Buffalo facendo sosta all’ Occidental Hotel: sarà come aprire una porta e ritrovarsi nel 1880. Le sue sale in legno scuro profumano di storia, i tappeti orientali consumati raccontano il passaggio di cowboy, trapper, fuorilegge e presidenti americani. Al saloon – quello vero, con bancone massiccio e musica country dal vivo – sembra che Butch Cassidy possa entrare da un momento all’altro. È un albergo-museo: stanze d’epoca, fotografie ingiallite, arredi originali, e quella luce calda che avvolge tutto come un racconto del vecchio West. Qui hanno dormito alcuni personaggi leggendari del West come Buffalo Bill, Calamity Jane, Butch Cassidy e Sundance Kid e il Presidente Theodore Roosevelt, per segnalare solo i più famosi. Pranzare in una delle sue sale storiche sarà un’esperienza memorabile e suggestiva. Proseguiremo nel primo pomeriggio per la storica Sheridan, altra cittadina che è stata protagonista dell’epopea western e soggiorneremo nello storico hotel, lo Sheridan Inn, che era il quartier generale di Buffalo Bill per le audizioni che regolarmente effettuava per reclutare interpreti del suo Wild West Show. Passeggiata a piedi in città e visita della straordinaria King Saddlery di Sheridan, un vero e proprio tempio del West autentico. È una bottega storica, specializzata in stivali, selle e accessori da cavallo artigianali, fatta da mani che sanno davvero lavorare il cuoio. Non è una boutique da turista: qui si acquistano materiali da lavoro che durano una vita, pezzi unici fatti a mano, cuciture perfette, dettagli scolpiti e personalizzati. Ogni sella racconta una storia, ogni stivale sembra pronto a partire per un rodeo.Il negozio è elegante ma rustico: scaffali di legno, odore di cuoio e grasso per selle nell’aria, insegne vintage, e personale che conosce il West e i cowboy come pochi. È il posto perfetto per un regalo speciale o un pezzo da collezione da portare a casa. Proseguiremo con la passeggiata che ci porterà al ristorante per la cena (libera) con successivo rientro e pernottamento presso il nostro hotel. 

Giorno 6:

Dopo la colazione in hotel, ci muoveremo di mattina presto verso Fort Phil Kearny, situato lungo la vecchia pista “Bozeman Trail”, un avamposto militare costruito nel 1866 per proteggere i coloni e i cercatori d’oro che attraversavano le praterie del territorio Lakota e Crow. Oggi è un sito storico nazionale: camminando tra i resti delle baracche e dei magazzini, con le praterie che si stendono intorno, si percepisce la durezza della vita sul confine della frontiera. Qui si svolse una famosa battaglia tra esercito americano e Lakota, Cheyenne e Arapaho, che ebbe un esito infelice per il colonnello Fetterman che fu ucciso assieme ad altri 80 uomini che furono rapidamente annientati da oltre 1500 guerrieri e in cui si fece notare per il suo valore e intelligenza tattica un giovane Cavallo Pazzo, Oglala Lakota poi divenuto figura leggendaria e di ispirazione per molte tribù delle pianure. Proseguiremo verso sud-ovest del Wyoming passando da un paesaggio davvero aspro ma assolutamente affascinate. Sosta per il pranzo (libero) lungo la strada ed arrivo a Lander, che sarà la nostra tappa per la notte. Visiteremo il piccolo ma interessante Museum of The American West che racconta, come un “museo vivente” e in modo originale, un’interessante versione della storia del West Americano. Spesso intervengono anche danzatori nativi della vicina Wind River Reservation che si esibiscono nei loro costumi cerimoniali.  Sistemazione in hotel, cena libera e pernottamento. 

Giorno 7:

Di prima mattina da Lander ci muoveremo nelle vicine South Pass City e Atlantic City, due ex città minerarie di fine ‘800 poi trasformate in poco tempo, come succedeva frequentemente all’ epoca, in “ghost town” con l’esaurirsi delle vene aurifere.  Nel 1866 furono scoperti giacimenti lungo la South Pass, un valico fondamentale tra le montagne del Wyoming, sulla vecchia Oregon Trail. In pochi anni, il piccolo insediamento si trasformò in un villaggio vivace, con saloon, negozi, alberghi e una comunità di minatori che cercava fortuna. All’apice della corsa all’oro South Pass City contava circa 2.000 abitanti, ma quando l’oro finì la maggior parte se ne andò; oggi è un museo a cielo aperto: case in legno restaurate, saloon, la scuola storica e il South Pass City Museum raccontano la vita dura dei minatori e la febbre dell’oro che un tempo infiammava queste praterie. Camminare tra le strade è come entrare in un set cinematografico: senti la polvere del West, il fruscio dei cavalli e il respiro della frontiera. A pochi chilometri di distanza, Atlantic City nacque anch’essa come villaggio minerario durante la corsa all’oro e oggi è ancora più piccola e remota, con pochissimi residenti. Il tempo qui sembra essersi fermato: il vecchio saloon, il general store e alcune case storiche conservano l’atmosfera del 1800. Terminata la visita delle due città fantasma ci sposteremo a nord verso Jackson Hole, la perla delle Rocky Mountains, adagiata ai piedi dei Monti Tetons, cittadina assolutamente western ma allo stesso tempo elegante e “glamour”, meta vacanziera di personaggi del jet-set americano, dove il mito della frontiera si mescola al lusso ma riesce a mantenere, nonostante tutto, il suo spirito selvaggio originale. Spettacolare la natura che si può esplorare a pochi minuti dal centro cittadino dove si trova il Million Dollar Cowboy Bar; aperto nel 1937, banconi in legno di mogano, sedili rivestiti in pelle di toro e lampade in ferro battuto. L’atmosfera è pura frontiera: musica country dal vivo, foto e cimeli del vecchio West alle pareti, e il pavimento di legno che scricchiola sotto gli stivali dei cowboy…di milionari in vacanza.Sistemazione nel nostro hotel e tempo per esplorare a piedi la città. Cena (libera) e pernottamento. 

Giorno 8:

Di prima mattina inizieremo le visite del Grand Teton National Park, nel nord-ovest del Wyoming, uno di quei luoghi che sembrano scolpiti apposta per lasciare senza parole. L’elemento che domina il paesaggio è la Teton Range, una catena montuosa giovane, aspra e slanciata, che si innalza all’improvviso dalle vallate circostanti senza colline di transizione: un muro di granito frastagliato che all’alba si accende di rosa e al tramonto assume tonalità dorate e violette.Ai suoi piedi si estende la Jackson Hole Valley, un’ampia pianura glaciale attraversata dal sinuoso Snake River, le cui acque riflettono le cime in una calma quasi surreale. Il parco è un santuario della fauna: alci, cervi, bisonti, orsi neri e grizzly, oltre a coyote e aquile calve (simbolo degli USA), si muovono liberi in una distesa che sembra ancora appartenere al West selvaggio. Percorreremo la strada principale che, da Jackson Hole, taglia longitudinalmente il parco con molti punti panoramici in cui soffermarsi per ammirare il maestoso paesaggio e brevi passeggiate. Con la costante presenza delle vette del Teton Range sulla nostra sinistra, costeggeremo col nostro bus il Jackson Lake fino ad arrivare all’ ingresso sud del Yellowstone National Park, il primo parco nazionale al mondo (1872) e un vero e proprio tesoro naturale di oltre 9000 kmq (l’Umbria!) grazie alla presenza di un supervulcano sottostante che ne determina l’ecosistema ricco di straordinari geyser, per i quali il parco è famoso. Inizieremo le prime visite di questo luogo unico al mondo in cui trascorreremo tre, intense, straordinarie giornate. Sistemazione nel pomeriggio nel nostro lodge dentro al parco, cena libera e pernottamento. 

Giorno 9:

Sveglia di primissima mattina e alle 5 incontreremo le nostre guide naturalistiche che con i loro agili mezzi (minivan da 9-10 posti) ci accompagneranno in un esclusivo tour dedicato all'osservazione della fauna selvaggia del parco, in particolare orsi e lupi, assolutamente difficili da avvistare seguendo le strade principali e molto frequentate del parco. Ci addentreremo nell’ area nord-est dello Yellowstone che è quella più selvaggia e solitamente frequentata da questi straordinari animali, così come è l’habitat preferito di bisonti e alci. Ma la ricca fauna del parco prevede anche orsi bruni (più facili da avvistare dei grizzly) wapiti, coyote e una vasta gamma di uccelli, pesci e rettili. Questo safari faunistico ha lo scopo di far scoprire anche le centinaia di specie di animali e uccelli che prosperano in questo ecosistema protetto. Visiteremo le valli, i sistemi fluviali e le foreste di quest’ area che spesso viene chiamata il “Serengeti d'America”. Le nostre guide utilizzeranno, e condivideranno col gruppo, ottiche e cannocchiali zoom perl’osservazione della fauna selvatica a distanza, oltre a mostrare le tracce e i segni degli animali presenti sul terreno e spiegare comportamenti e abitudini degli animali avvistati. Effettueremo prima un break per colazione e successivamente un pranzo all’ aperto, in qualche punto panoramico straordinario, con snack dolci e salati, panini e bevande calde e fredde, tutto perfettamente organizzato dalle nostre guide. Al termine del tour, rientreremo in hotel, stanchi ma felici, per riposarci un po’ e condividere le emozioni provate durante la giornata. Cena libera e pernottamento. 

Giorno 10: 

Quest’oggi continueremo la nostra visita dello Yellowstone National Park. L’aria frizzante del mattino ci avvolgerà, portando con sé il profumo intenso dei pini ponderosa e il lontano richiamo di qualche animale selvatico.  Yellowstone è un vero e proprio laboratorio naturale a cielo aperto, ideale per lo studio del vulcanesimo. Situato sopra un punto caldo - un'area in cui il materiale del mantello terrestre arriva in superficie - il parco ospita una grande caldera (detta anche supervulcano), formatasi da diverse colossali eruzioni avvenute nelle epoche passate. L'attività geotermica è intensa un po’ ovunque, manifestandosi attraverso geyser, sorgenti termali, fango bollente e fumarole. Questi fenomeni sono alimentati dal magma presente in profondità, che riscalda l'acqua infiltrata nel sottosuolo e affiora in superficie, ricordandoci costantemente che Yellowstone è un luogo dinamico e affascinante. Ogni angolo del parco ci rivelerà un nuovo spettacolo, una nuova meraviglia da contemplare. Visiteremo il Grand Prismatic Spring, la più grande sorgente termale degli Stati Uniti, il cui colore cambia a seconda della stagione e delle condizioni atmosferiche. Ci lasceremo poi incantare dai geyser che da secoli affascinano visitatori da tutto il mondo come l’Old Faithful, il più famoso e vera star del parco, che erutta ad intervalli di tempo regolari e calcolati dai ranger del parco, grazie alla conoscenza delle esatte dimensioni della caverna sottostante che ne rendono facile la stima dei tempi di riempimento e di “sfiato”. Spettacolo imperdibile al getto di acqua calda che arriva anche a 30-40 metri di altezza per circa un minuto di durata. Al tramonto, rientreremo in hotel, portando con noi ricordi indelebili di una giornata unica. Attorno ad un tavolo apparecchiato, sarà già tempo di riportare alla mente alcuni ricordi di questi primi giorni di viaggio. Pasti liberi e pernottamento in hotel. NB: le visite al Yellowstone National Park sono puramente indicative e potrebbero essere cambiateo sostituite in base alle condizioni meteo. 

Giorno 11:

Ultime, ma straordinarie visite del parco che completeranno la conoscenza meticolosa e appagante di un luogo straordinario e ancora intatto, in cui la natura ancora domina, ma necessita del rispetto e dell’impegno dell’uomo per preservarla esattamente com’era decine di migliaia di anni fa. Immancabile la visita del Grand Canyon dello Yellowstone, una delle cartoline più rappresentative del parco, il risultato dell’erosione del fiume omonimo e che si manifesta in tutta la sua potenza con due diverse cascate (upper e lower). Non potremo non notare le pareti rocciose “gialle” del canyon, alterate per milioni di anni dal calore e dai gas termali che hanno conferito quel colore che è il motivo stesso del suo nome: “pietra gialla” (yellow stone).Terminate le ultime visite, con breve passeggiata lungo il canyon, riprenderemo il nostro pullman in direzione di Cody. L'arrivo nella cittadina del Wyoming sarà un tuffo nel passato: le strade polverose, le facciate in legno di alcuni edifici storici e l'atmosfera rilassata ci trasporteranno in un'epoca in cui il Far West era ancora terra di frontiera. Dedicheremo del tempo libero a esplorare questa affascinante cittadina fondata nel 1896 dal leggendario esploratore, cacciatore e “showman” Buffalo Bill Cody e successivamente diventata un vero e proprio omaggio alla storia di un’epoca leggendaria. I visitatori possono immergersi nell'atmosfera d'altri tempi passeggiando per le strade fiancheggiate da edifici storici, tra cui l'iconico Irma Hotel, fondato dallo stesso William Frederick Cody e dedicato alla figlia Irma. Passeggiando per le sue vie, potremo immaginare i trappers, i cowboy e gli indiani che un tempo popolavano queste terre. Ci concederemo una serata speciale proprio nello storico ristorante dell’hotel di Buffalo Bill che ha arredi originali di fine 800, come il suo spettacolare bancone del bar in legno massiccio, dono della Regina Vittoria al colonnello Cody dopo aver assistito a Londra ad uno spettacolo del suo Wild West Show, agli inizi del 900’. Sarà un vero e proprio viaggio nel tempo, che apprezzeremo ancor più gustando l’ottima cucina straordinariamente “western” del locale. Rientro in hotel e pernottamento. 

Giorno 12:

La giornata sarà interamente dedicata alla scoperta di Cody, l'affascinante cittadina che custodiscegelosamente la storia e la cultura di un’epoca leggendaria. Visiteremo il Buffalo Bill Center of the West, un complesso museale di fama mondiale che ci immergerà nella storia più affascinante d’ America quella della “conquista del West” e della Frontiera. Assistiti da esperte guide del museo esploreremo le vaste collezioni dedicate alla storia di Buffalo Bille e delle sue imprese ma anche alla cultura dei Nativi Americani a cui è dedicato un intero, straordinario, padiglione: avremo anche tempo a disposizione per visitare, in autonomia, le cinque sezioni del museo che comprendono anche una ricchissima collezione di maestri della pittura del West (Remington, Russel, Bierstadt…) e la raccolta più ampia e completa al mondo di armi del West.  Nel pomeriggio ci perderemo tra le rustiche costruzioni di Old Trail Town, un villaggio storico ricostruito con edifici originali della seconda metà dell’800 (alcuni anche appartenuto a personaggi famosi come il famoso fuorilegge Butch Cassidy o Curley, lo scout Crow di Custer) proveniente da diverse aree di Wyoming e Montana. L’ atmosfera ricreata è quelle della tipica cittadina di frontiera e all’ interno di alcuni edifici sono esposti anche oggetti d’ epoca come selle e finimenti per cavalli, carrozze, banconi di saloon e di negozi e vari oggetti di uso comune. Avremo poi del tempo libero per passeggiare lungo la main street di Cody e curiosare fra i tantissimi negozi che vendono sia i classici souvenir turistici che più esclusivi oggetti di arte e artigianato locale. Pasti liberi e pernottamento in hotel 

Giorno 13:

Terminata la colazione in hotel, saremo pronti, di prima mattina, ad immergerci nella natura selvaggia del Wyoming. Arriveremo, procedendo a Est di Cody, al Bighorn Canyon National Recreation Area, un’area federale protetta che ospita uno straordinario canyon, il Devils Canyon, formato dal Bighorn River. Navigheremo lentamente il fiume per qualche chilometro a bordo di una comoda imbarcazione che ci porterà nel cuore di questa gola rocciosa selvaggia in cui abitano le “bighorn sheep” (da cui il nome del luogo) le imponenti capre con le corna ricurve e anche le aquile dalla testa bianca, simbolo della nazione. Terminata l’escursione, dopo il pranzo (libero) ci sposteremo nel vicino Pryor Mountains Wild Mustang Center, un luogo magico dove la storia incontra la natura selvaggia. Qui, una guida esperta ci accompagnerà in un viaggio affascinante alla scoperta dei mustang, i leggendari cavalli selvaggi del West.  In un'atmosfera intima e suggestiva, assisteremo a una presentazione sulla storia del cavallo nel West, ai rischi di estinzione che ha corso questo animale, simbolo di libertà, che deve la sua sopravvivenza a centri come questo che proteggono piccoli branchi, inseriti in aree selvagge che appartengono al governo federale. Ci sposteremo su vari punti di osservazione per avvistare i vari capi della mandria e ci affacceremo anche da un punto panoramico sul Devils Canyon da poco navigato, per una prospettiva diversa e spettacolare del luogo. Ci dirigeremo infine su Lovell, piccola cittadina del Wyoming che sarà la nostra tappa per la notte. Cena libera e pernottamento. 

Giorno 14:

Di prima mattina ci sposteremo dal Wyoming verso il Montana, dove potremo visitare il Little Bighorn National Battlefield, campo di battaglia di quello che è sicuramente lo scontro più cruento, e tragicamente più famoso, fra l’esercito americano e i nativi delle pianure (Lakota, Cheyenne e Arapaho) guidati dal leader spirituale Toro Seduto e dal leader guerriero Cavallo Pazzo, avvenuto il 25 Giugno 1876. Qui fu sconfitto, e perse la vita con oltre 200 uomini del 7° Cavalleria, il generale George Armstrong Custer, in una delle poche occasioni in cui l’astuzia, la strategia e il maggior numero dei nativi, ebbe la meglio sull’ equipaggiamento e le armi più moderne dell’esercito americano. Sconfitta che decretò, però, una cruenta campagna militare contro i Lakota e gli altri nativi delle pianure che portò, dopo pochi anni (1890), alla fine delle “guerre indiane” col massacro di Wounded Knee.  La visita del luogo, composto da un memoriale e il cimitero dei caduti dell’esercito, è assolutamente suggestiva, con un’atmosfera quasi sacra in perfetta sintonia col luogo. Molto interessante il piccolo museo affiancato al visitor center, che riporta plastici e disegni che illustrano a battaglia, oltre reperti trovati sul terreno. Terminata la visita ci sposteremo alla vicina Crow Agency dove ci immergeremo nell'atmosfera vibrante della Crow Fair Celebration, il più grande ritrovo dei nativi americani del Montana e uno dei più grandi pow wow degli Stati Uniti, un'autentica celebrazione della ricca eredità della Nazione Crow, una delle tribù indigene più antiche del Nord America. Tenutasi annualmente nella Crow Reservation in Montana, questa festa è un'esplosione di colori, suoni e tradizioni che attira migliaia di visitatori da tutto il mondo. Durante il raduno, le tribù si riuniscono per condividere la loro cultura, la loro storia e il loro profondo legame con la terra. L'evento è un'opportunità per assistere a danze tradizionali, sfilate in costume, gare di cavalli, competizioni come rodei e staffette indiane (corsa a pelo cambiando più cavalli) e dimostrazioni di artigianato. Potremo ammirare le intricate opere d'arte dei nativi americani, assaggiare la cucina tradizionale e ascoltare la musica dei gruppi musicali indigeni.La Crow Fair Celebration è molto più di una semplice festa; è un momento di profonda connessione con la spiritualità e le tradizioni ancestrali, un'occasione per celebrare la cultura, la storia e lo spirito di un popolo millenario. Saremo spettatori privilegiati di un evento unico, dove tradizione e modernità si fondono in un'armonia sorprendente. Al termine della giornata, stanchi ma felici, raggiungeremo il nostro hotel, portando con noi il ricordo di un'esperienza autentica ed indimenticabile. Pasti liberi e pernottamento nel nostro hotel di Billings, Montana. 

Giorno 15:

Dopo la colazione nel nostro hotel nel centro di Billings, ci recheremo al “Chief Plenty Coups State Park”, un piccolo parco statale istituito nel luogo in cui si trova la dimora di uno dei più grandi leader del popolo Crow, Chief Plenty Coups (molti “colpi” riferendosi ai successi in battaglia). A differenza di molte altre tribù, Plenty Coups intuì che l’unico modo per far sopravvivere il popolo Crow era allearsi con gli Stati Uniti. I loro storici nemici erano i Lakota, i Cheyenne e gli Arapaho, quindi i Crow combatterono come scout per l’U.S. Army (anche nella campagna di Custer, finita tragicamente a Little Bighorn). Questa scelta, pur discussa, permise ai Crow di mantenere una parte significativa della loro terra ancestrale, cosa quasi unica tra le Plains Tribes. Plenty Coups divenne un interlocutore costante del governo americano, promosse l’istruzione per i giovani Crow e cercò sempre di equilibrare tradizione e modernità. Nel 1921 fu l’unico nativo americano invitato all’inaugurazione del Tomb of the Unknown Soldier del cimitero di Arlington a Washington DC. Poggiò nella tomba una penna d’aquila e una mazza da guerra: un gesto simbolico di rispetto e di pace fra i popoli. Teminata la visita del parco storico ci dirigeremo nuovamente alla Crow Fair dove, grazie alla nostra guida nativa Apsáalooke (è il termine col quale si autodefiniscono nella loro lingua i Crow, che sta per “popolo del grande becco”) avremo accesso anche a questa giornata finale della Crow Fair in cui l’accesso non è consentito ai visitatori “non nativi” in quanto riservato a momenti di danze e canti religiosi. Sarà per noi un grandissimo onore e privilegio poter approcciare, in maniera così intima, questo popolo che, come tutte le altre nazioni indigene del Nord America, lotta quotidianamente per la sopravvivenza della propria cultura. Terminata la partecipazione al pow wow, rientreremo a Billings portando con noi, durante il tragitto in pullman, un bagaglio enorme di ricordi ed emozioni. L’ultima cena conviviale (libera) sarà il momento perfetto per tirare le somme del viaggio, condividere impressioni, rivivere i luoghi attraversati e le persone incontrate. E avremo la consapevolezza di aver vissuto non solo l’attraversamento di due Stati, Wyoming e Montana, ma il superamento di un confine più impercettibile: quello che separa la vita di ogni giorno da un West sconfinato, che ancora oggi continua, ostinato, a rincorrere la propria storia, che spesso di intreccia con la leggenda. 

Giorno 16:
Dopo la colazione in hotel trasferimento all’aeroporto di Billings per il nostro volo di rientro verso l’Italia (via hub aeroportuale americano)- Pernottamento, cena e colazione a bordo del volo 

Giorno 17:

Rientro in Italia secondo l’operativo voli previsto. 

 

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